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  Origini

Sintesi storica sulle origini di Piverone.

Piverone nel medioevo.

In epoca romanica incominciarono ad esserci costruzioni che, essendosi almeno parzialmente conservate, ci consentono di localizzare con precisione gli insediamenti dell’epoca. I luoghi edificati, probabilmente borghi di piccole dimensioni, sono almeno tre : Piverone che era collocato un po’ più a monte del paese attuale, in regione San Pietro, dove ancora è visibile un bel campanile di pietra, Livione che si trovava ad Est di Piverone, in località oggi denominata Torrione, dove vi sono i resti di una piccola chiesa denominata "GESION" (vedi foto a lato) ed attorno alla quale doveva estendersi il borgo, Anzasco, nei documenti medioevali denominata Unzasco o Ursacio, posto sulla sponda del lago in prossimità della chiesa, attualmente consacrata e che non ha mai smesso di essere utilizzata, il cui nucleo originario è databile intorno all’anno mille.
Da questi tre borghi, con l’aggiunta di un quarto Palazzo, come si legge nello studio elaborato agli inizi del secolo scorso dal prof. Pietro Regis, nacque Piverone, sulla carta il 1° dicembre 1202, sul terreno invece, fu necessario quasi un secolo. Piverone venne edificato ex novo come borgo interamente fortificato, munito di mura e torri di difesa, per poter resistere ad intrusioni provenienti dall’esterno, per volontà del Comune di Vercelli ed in contrapposizione ad Ivrea.
Dopo lunghe lotte nel 1376 Piverone diviene feudo di Amedeo VI di Savoia, fino al 1615 quando viene venduto a Giovanni Gerolamo Francesco Avogadro di Valdengo. Nel 1685 gli Avogadro vendono alcune parti del territorio di Piverone ai Comotti, ai Del Pozzo ed ai Furno, l’ultimo dei quali, il barone Innocenzo Furno, muore senza eredi nel 1845 e lascia i suoi possedimenti all’Ospedale di San Giovanni Battista di Torino.

 

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L’origine del nome
E’ molto probabile che in epoca romana il territorio di Piverone facesse parte di una fattoria di proprietà di un tale che forse aveva un carattere "pepato" e quindi è possibile che fosse soprannominato "Pipero" Pepe. Da questo fatto potrebbe risalire la denominazione territoriale "villa Piperonis" e da questa arrivare a Piverone il passo è breve; ne sarebbe prova un documento datato 1614, conservato nell’archivio storico comunale in cui il rappresentante "Console" della comunità di Piverone, tale " Mastro Gio Paulo Borrato" consegna ai regi uffici di Torino un "testimoniale d’arma" (il Gonfalone civico) che viene descritto testualmente come "……… un arbore di pevero verde con frutti in campo d’oro", dove "pevero" sta per pepe, che in latino si dice "piper" e questo rappresentante dichiara che tale gonfalone è antichissimo ed è sempre stato usato "in tutti gli occorrenti et honoranze".
Purtroppo del "dipinto" di tale gonfalone non si è più trovata traccia nell’Archivio di Stato di Torino e quindi nel 1926 il Comune di Piverone ha fatto disegnare dalla Commissione Araldica un nuovo gonfalone, quello attuale.

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