Piverone nel Medioevo
In epoca romanica incominciarono ad esserci costruzioni che, essendosi almeno parzialmente conservate, ci consentono di localizzare con precisione gli insediamenti dell’epoca. I luoghi edificati, probabilmente borghi di piccole dimensioni, sono almeno tre : Piverone che era collocato un po’ più a monte del paese attuale, in regione San Pietro, dove ancora è visibile un bel campanile di pietra, Livione che si trovava ad Est di Piverone, in località oggi denominata Torrione, dove vi sono i resti di una piccola chiesa denominata "GESION" (vedi foto a lato) ed attorno alla quale doveva estendersi il borgo, Anzasco, nei documenti medioevali denominata Unzasco o Ursacio, posto sulla sponda del lago in prossimità della chiesa, attualmente consacrata e che non ha mai smesso di essere utilizzata, il cui nucleo originario è databile intorno all’anno mille.
Dopo lunghe lotte nel 1376 Piverone diviene feudo di Amedeo VI di Savoia, fino al 1615 quando viene venduto a Giovanni Gerolamo Francesco Avogadro di Valdengo. Nel 1685 gli Avogadro vendono alcune parti del territorio di Piverone ai Comotti, ai Del Pozzo ed ai Furno, l’ultimo dei quali, il barone Innocenzo Furno, muore senza eredi nel 1845 e lascia i suoi possedimenti all’Ospedale di San Giovanni Battista di Torino.
